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Scozzesi e centurioni

Domenica sono uscito con la mia amica Antonella e le vie del centro erano percorse da decine di scozzesi con tanto di kilt - senza mutanda!
 
Un uomo con il kilt fa lo stesso effetto di un maschio con gli slip bianchi mezzi sfrisati e il gambaletto nero con l'elastico che blocca la circolazione.  E poi ce ne fosse uno con le gambe dritte: trovarsi un quarantenne con la gonna e le gambe a X davanti al Vittoriano ha lasciato perplessi persino i centurioni...
 
...già, i centurioni. Domenica ne ho visto uno con i collant e uno con il pedalino mezzo calato. Alla faccia degli antichi romani!!
 
Ma ho comprato Aerial di Kate Bush!

Poesia per...

...Nasce dalla neve il primo fiore della Primavera.
Peccato che la neve non cada spesso nel mio giardino!!
Un fiocco di cotone, tuttavia, ha sfiorato il mio viso.

La città sottomarina

Questa storia l'ho scritta ieri sera al Laboratorio di Scrittura Creativa!
Un bambino camminava lungo la strada, ormai deserta a quell'ora. Aveva dato la buonanotte a tutti, riuniti in salotto davanti alla Corrida, e aveva finto di andare a dormire. Si era calato dalla grondaia con l'intenzione di non tornare più: aveva 9 anni, era grande ormai, e poteva farcela benissimo da solo. Sapeva che i suoi genitori erano venuti dal mare, molti anni prima, dopo essere fuggiti da una patria che ai suoi occhi era divenuta un luogo mitico, ancestrale ed irraggiungibile. Sarebbe andato al mare e avrebbe nuotato fino a raggiungere quella terra lontana.
Il bambino giunse sulla spiaggia, si tolse le scarpe e, facendosi coraggio, entrò nell'acqua. Provò un brivido, poi si immerse totalmente e gli sembrò che non facesse più così freddo. Iniziò a nuotare e prese il largo. Dopo qualche istante, o minuto, o forse dopo ore, volle vedere cosa si nascondesse nel mare sotto di se, che il bambino immaginava essere una vasta distesa di sabbia dorata, dove camminavano i granchi e dove si posavano le conchiglie.
Il bambino, invece, vide un castello. Era una costruzione sommersa e nonostante il buio notturno alcune luci scintillavano sulle sommità dei tetti. Il bambino, incuriosito, nuotò verso una luce che splendeva più delle altre e scoprì che proveniva da una finestra. Si affacciò e vide che all'interno vi era una ragazza che reggeva una candela.
- Ciao! - gli disse sorridente.
- Ciao. - rispose sorpreso il bambino.
- Ti aspettavo! - disse la ragazza.
- Che posto è questo? - chiese il bambino.
- Questa è la Città Aperta, - rispose la ragazza - la città del futuro. Questo è il luogo destinato a venire. Ma ora è presto e io aspetto.
Il bambino la guardò incredulo. La ragazza gli porse allora un oggetto: era una collana di perle. Il bambino non comprese.
-Un giorno, quando mi incontrerai, me la restituirai. Io sarò lì, tra pane e prosciutto, ad aspettarti! Ora vai, torna a casa!
Il bambino strinse forte la collana, fece un cenno di assenso e risalì. Si voltò un'ultima volta prima di riemergere all'aria aperta e vide la Città Aperta scintillare dietro di se'.
Nuotò verso la riva, uscì dall'acqua e tornò verso la prorpia casa: avrebbe atteso lì che la Città Aperta divenisse una città presente.