ow's profilePensavo fosse un autobus...PhotosBlogLists Tools Help

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    Quel vecchio erotomane di Ratzinger

    Posso capire che uno abbia da dire la sua opinione, ma basta con questi stupidi attacchi alle coppie di fatto!  Ci sono i bambini morti e i poveri nelle pozzanghere da ogni parte del globo ma la vecchia zia Ratzy ha sempre la pessima abitudine di andare a curiosare nelle mutande degli altri...
     
    E poi, io dico: uno che vive in un ambiente 100% maschio, circondato da uomini con la gonna, che gira con la pelliccia e che si affaccia alla finestra come Evita Peròn... dovrebbe essere il primo a farsi dei problemi!
     
    E ancora: come è possibile che delle persone che non vivono una vita di coppia abbiano la presunzione di ritenersi autorevoli legiferatori delle abitudini sessuali dei fedeli?
     
    Sono inviperito con questo pretame supponente che offende soltanto l'invito di Dio all'amore e alla pace.

    Cara nonnina...

    La mia dolce nonnina segue sempre un programma diffuso solo nell'emancipato e progressista nord Italia, tale Festa in Piazza, in cui vecchi abelardi ballano al ritmo di musica da sagra dei pizzoccheri e giovani Lady Godive suonano il piffero spacciandosi per donne di paese... Il programma è condotto da Eugenio Ban , trentenne triestino con la faccia da bravo ragazzo per attraccare meglio nell'immaginario delle anziane signore.

     

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    Ossessionata da tale personaggio e convinta che io gli assomigli, la mia affettuosa avola me lo propone in tutte le salse: devo pettinarmi come lui, vestirmi come lui, frequentare le ragazze che dice lui!!

    Cara nonnina ,

    vorrei che per una volta tu capissi che IO NON ASSOMIGLIO ALL'EUGENIO!!!

    Argh - ecco mi sono sfogato.

    Per la strada

    L'altro pomeriggio camminavo sereno per il Viale delle Province...  All'improvviso una punkettona lorda mi si para innanzi e strilla BELLO MIOOO DAMMI 50 CENTESIMI!! 
     
    Io ero esterrefatto, non do' elemosina ai poveri, figuriamoci a chi non ha voglia di lavorare!  L'ho guardata malissimo e le sono passato oltre, allora lei ha iniziato a sbroccarmi dietro dicendomi cose poco gentili, ma da nobil signora quale sono ho colto l'esempio di Veronica Lario e non le ho più dato considerazione.
     
    La stessa ragazza mi pare fosse qualche notte fa al semaforo di Piazza Sempione a far vedere le tette per qualche spicciolo agli automobilisti in colonna...

    Le avventure della signora Bloom a Milano

    La mia mammola  è dovuta andare a Milano qualche giorno per motivi di lavoro. Abitiamo a pochi Km ma in 48 anni la mia cara genitrice non ha mai preso un treno o una metropolitana da sola e ha sempre chiesto a chiunque di accompagnarla pur di non far la fatica di imparare 4 nozioni elementari sull'uso dei mezzi pubblici.  
     
    Ma questa volta è stata costretta a usare il treno e la metro...  

    Prima giornata

    Ore 7.30 - sono a letto e sento una cosa vibrare... è il telefono.
    Pronto?
    PRONTO?
    Mamma, dimmi...
    S-SONO SUL TRENO!
    Sì e quindi?
    NO E' CHE NON SO QUANDO SCENDERE...
    Al capolinea, mamma...
    MA LO VEDO?
    Cosa?
    IL CAPOLINEA...

    Dopo mezz'oretta mi telefona di nuovo per dirmi che è arrivata e che per fare un viaggio in metropolitana ha usato due biglietti, "uno per entrare e uno per uscire"...

    Al ritorno s'è fatta venire a prendere.

    Seconda giornata

    Ore 7.30 - sto dormendo beato e squilla il telefono...
    Pronto?
    S-SONO IN STAZIONE...
    Sì...
    STO PER PRENDERE IL TRENO... MA C'E' TANTA GENTE!
    Sì mamma, buon lavoro a dopo!

    Al ritorno questa volta se l'è dovuta fare da sola.  E' andata a prendere il treno e ha chiesto a un signore se quel treno fermasse a Peretta. Il signore, sibillino, le ha risposto che il treno arrivava a San Giacomo e mia mamma in preda al panico ha iniziato a girare come le trottole per la stazione Centrale cercando un altro treno! Poi mi ha telefonato e le ho spiegato che San Giacomo è dopo Peretta e che quello era il treno giusto.

    Seduta in treno in preda al panico che non fermasse a Peretta, mia mamma si era piazzata davanti all'uscita... il treno passa da Peretta... ma mammina non riconosce la stazione e così prosegue fino al capolinea!

    Per finire, ha comprato un biglietto del treno per tornare indietro, lo ha obliterato e poi ha chiamato un suo amico per farsi venire a prendere!

    Mia mamma se non ci fosse sarebbe impossibile da inventare!

    So di dire una banalità catastrofica...

    ...ma vorrei vivere in un mondo dove il bene alla fine trionfa sempre.
     
    (Dopo questa frase potrei partecipare alle elezioni di Miss America...)

    Cinema & Università

    L'altra mattina nella mia stimatissima (?) università stavano girando il sequel della Notte Prima Degli Esami - almeno credo...

    Visto che avevano bloccato l'ingresso della mia Facoltà, cercavo di capire chi potesse avere avuto l'idea perversa di ambientare un film sui gradini della Sapienza. Due ragazze accanto a me facevano gli occhioni perché avevano riconosciuto due attrici famose (credo le due carampane che stavano girando in quel momento) e mi spiegarono che stavano girando il seguito della Notte ecc ecc.

    Fatto sta che due tipe farlocche poggiavano il chiappame sulla scalinata di Lettere e Filosofia mentre un aiuto-regista gridava in continuazione di stare ZITTI!  Era pure piuttosto nervoso, ma io dico, che ci vengono a fare nell'università più grande d'Europa a girare un film sulle scalette? Non potevano fare il film in un luogo più tranquillo?

    Miss Italia

    Non guardo Miss Italia da anni, anche perché il programma peggiora di volta in volta.  Ogni anno eleggono una Miss sempre peggiore, non c'è limite alla sciaperìa. E' un concorso di bellezza per famiglie, quindi deve vincere per forza una ragazza acqua e sapone, senza troppe tette e possibilmente vergine, ma quella nuova batte davvero ogni record di rarefazione mentale! Daniele Interrante in confronto è da premio Nobel.

    Le ragazze che partecipano al concorso sono omologate e appiattite! Le han conciano come delle vecchie. I parrucchieri sono dei delinquenti, 'ste poraccie hanno i capelli che sembrano spalmati di olio di cotone, mi sanno sempre di sporco e appiccicoso. I costumi li producono dalle Ancelle del Sacro Cuore Immacolato, non hanno il minimo appeal e sono pure neri, grigi, blu... insomma 'na tristesssa!!

    Secondo me dovrebbero scegliere Miss Italia tra tutte le donne che si sono distinte in qualche modo nel campo dello SPORT (tenniste, pallavoliste, nuotatrici...), della SCIENZA (ricercatrici, scienziate...), della CULTURA (scrittrici) o della POLITICA e fare un'unica serata in cui vengono presentate e viene eletta la Miss in base ai suoi meriti. In questo modo Miss Italia sarebbe realmente un personaggio rappresentativo dell'Italia, per i suoi meriti e non per il numero di parenti che l'hanno votata da casa.

    Comunque è uno spettacolo per guardoni, non ci credo che alle donne interessi così tanto vedere altre femmine in costume da bagno.

    Sono stato al CUS

    Poco più di un anno fa decisi di iscrivermi al corso di Aeroboxe del CUS, il Centro Universitario Sportivo della Sapienza.
     
    Arrivo lì e vado negli spogliatoi, praticamente una capanna di mattoni nudi con l'edera sulle pareti, le panche di legno con il muschio e il pavimento con le piantine che spuntano tra le piastrelle.  Sullo sfondo, un punkettone tutto nudo si insapona sotto la doccia - un pisellino da far sembrare i puttini dei dipinti neoclassici la versione cattolica di Rocco Siffredi.
     
    Mi cambio in un angolino e vado in palestra. Ci sono solo ragazze e mi sento incredibilmente in imbarazzo!  Arriva l'istruttrice, un'esaltata che balla con gli scarponi degli alpini. Ora, il senso dell'aeroboxe è più o meno questo: fare un balletto tipo quello delle veline di Stiscia La Notizia mimando le tecniche della boxe. Così prendo a sculettare su e giù come Elena Barolo, alzo la gambetta e stringo il pugnetto!
     
    Dopo venti minuti mi rompo e mi poggio sull'unica seggiolina della palestra - l'istruttrice diventa verde.  Passano i minuti e mi ritrovo steso a terra a far su e giù con la gambina per rassodare i glutei e lì mi sento troppo scemo, anche perché il mio culo non ha mai avuto grosse ambizioni, tipo sfondare al cinema o chissà che!
     
    Sconvolto da questa esperienza, non potendo chiedere i soldi del mese indietro alla palestra, cambiai corso, non sapendo che così mi sarei solo tirato la zappa sui piedi...  Passai al corso di nuoto.
     
     La piscina si trova a Tor di Quinto e per andare in un posto che idealmente si trova a 10 minuti d'auto da casa mia, mi tocca fare un giro assurdo perché la Benedetta Atac non ha previsto autobus in quella direzione.  Vabbè. Da TIBURTINA vado a SAN PIETRO e prendo il bus 69 (...un numero, un'identità... ) e poi m'inerpico a piedi per una specie di stradina in mezzo alla campagna (vedi alla voce: camporella) fino alla piscina.
     
    Il portiere mi spiega dove si trovano il bar e gli spogliatoi e già lì non capisco un tubo. Cerco il bar ma alla fine mi trovo in mezzo a un prato e così decido che non ho più sete.  Negli spogliatoi, una sorta di edificio ex-DDR con le pareti ricoperte di muffa, Dante avrebbe potuto scrivere un intero canto dell'Inferno. Si trovano dall'altra parte della struttura, quindi dopo essermi cambiato devo attraversare il giardino con le ciabattine e l'accappatoio! Che figura da pervertito che ho fatto!  Ovviamente scopro - in ritardo - che tutti si cambiano dietro un tendone abusivo accanto alla piscina e quindi devo tornare indietro, riprendermi i vestiti dall'altro spogliatoio e lasciare le mie cose sul bordovasca. Mentre tutti mi sfottono allegramente, io medito vendetta, tipo diventare ricco un giorno e comprare tutto il Cus per il solo gusto di chiuderlo.
     
    Dal momento che uno spogliatoio vero e proprio non esiste, non posso farmi la doccia.  Così, con le mie belle zolle di cloro incrostate addosso, me ne vado. Esco da un cancelletto che trovo aperto, ma, a quanto pare, il cancello sbagliato: una quarantenne frustrata con i capelli lordi e le meduse di forfora che le colano dla cranio mi piglia e mi insulta perché secondo lei io non sarei dovuto passar da lì!!  Non le ho risposto per non aggiungere altra negatività a quel mostro di donna, ma in ogni caso dopo questo trauma ho chiuso per sempre le porte al CUS, ho perso i miei 25 euro di iscrizione e vivo sereno!

    Ho visto un po' di tv...

    Qualche sera fa ho avuto la sciagurata idea di vedere uno dei soliti casi umani da compassione della De Filippi.
    Tanto per non scadere nei luoghi comuni, c'era la solita famiglia di napoletani pezzenti e pure sporchi. Pascuale, il figlio obeso e mammone, il fallimento di qualsiasi teoria sull'evoluzione umana, accompagnato dalla madre, la classica matrona partenopea truccata da zingara. Dall'altra parte della busta, la moglie di Pascuale in via di divorzio, ingravidata e trattata come una sgualdrina perché non ha dato alla figlia il nome della suocera.
    Segue sceneggiata in dialetto sudista.  Il pubblico fa la ola per la moglie fedifraga.  Maria caccia la madre e Pascuale si incazza con Maria riuscendo incredibilmente a infilare ben tre parole di seguito per l'unica volta nella sua vita.
     
    Pensavo che non avrei mai potuto vedere nulla di peggio, invece Domenica per errore mi è caduto il telecomando a terra e la tv s'è appicciata su Canale 5...
    ...dopo la sigletta cantata in coro da Perego-Gregoraci-Lippi e l'amante del marito della Ferilli con tanto di balletto...
    ...dopo la sessuologa, l'imbalsamatrice e la bagnina estratte a sorte dall'Archivio Sfiga di Mediaset...
    ...dopo le signore ciccione del pubblico che applaudiscono ("applaudono" non renderebbe giustizZia al niveau culturale del programma) la Panicucci...
    ...dopo un'intervista alla concorrente esclusa da quel reality sulle cozze ignIoranti condotto dalla Panicucci di cui sopra...

    ...ho compreso l'importanza di creare un sistema di istruzione che funzioni realmente e insegni ai futuri cittadini ad emanciparsi, mettendoli nelle condizioni di liberarsi da queste forme di assoggettamento a una sottocultura che, per intrattenere, deve necessariamente insultare l'intelligenza della gente.

    Povera Italia.

    La Bella Addormentata nel Bosco - Sleeping Beauty

    Ho visto La Bella Addormentata nel Bosco, il film Disney.  Come li facevano una volta i cartoni animati non li fanno più: la pretesa ingenuità e il disegno semplice e ordinato non prevalgono sulla storia e sulle emozioni come le cagatine edulcolorate e computerizzate di oggi. Poveri bambini, non sanno cosa si sono persi!
     
    La storia è nota. La protagonista è Aurora, che nella versione inglese tutti pronunciano ORRORA, quindi all'inizio del film la folla grida ORRORA ORRORA come se stessero bombardando il paese. Il re non riusciva a ingravidare la regina, ma dopo anni di tentativi purtroppo nasce la principessa.  Le fatine, tre lesbiche in menopausa, donano ad Aurora la bellezza e l'anima ma, ahimé, nessuno pensa a darle l'intelligenza.  Per fortuna, in tanta monotonia, interviene la perfida strega Maleficent. Bellissimo personaggio!  E' una vera dark lady, una drag queen invecchiata ma non per questo meno determinata. Lancia una meledizione sulla principessa: morirà entro il sedicesimo anno di vita, pungendosi con il fuso di un telaio.  Invece di dire ad Orrora "non toccare nulla per i prossimi sedici anni" preferiscono bruciare tutti i telai del regno e allevare la bambina in un bosco.
     
    Dopo sedici anni, la demente vaga cantando per la foresta . E' vogliosa perché non ha mai incontrato un ragazzo e vorrebbe tanto farsene uno, ma deve accontentarsi della compagnia di alcuni volatili e delle tre fatine omosex. La tensione erotica sale quando Aurora incontra il principe , uno dei pochi uomini della Disney con un discreto livello di virilità. Il ragazzo ci prova subito e la scema non perde tempo e gli promette di dargliela la sera stessa.
     
    Aurora è però attesa al Pacazzo Reale per festeggiare il compleanno . Le fatine la rinchiudono in una torre ma Nostra Signora delle Tenebre Maleficent riesce a scoprirla e non ci mette molto a infilarle un ago nel dito. Quel genio di ragazza cade a terra stecchita e alle fatine non resta che lasciar cadere in un sonno incantato tutta la Corte .
     
    Maleficent, dopo secoli passati con un corvo, decide di dare una svolta alla sua vita e sequestra il principe. Lo incatena nelle segrete del castello e inizia con lui una relazione sadomaso, ma le fatine, dopo varie tribolazioni, lo aiutano a fuggire. Aiutato dalle armi magiche riesce a uccidere la strega, che si spappola cadendo in un precipizio - nonostante abbia le ali.  Poverina.
     
    Il principe bacia Orrora, la puella si risveglia e celebrano felici il fidanzamento.  Le fatine vengono dimenticate su un balcone, neglette e senza nessun ringraziamento. The End.

    Io all'ASILO!!

    Per me l'asilo è stato traumatico come una notte di passione con Bendetto XVI.  Ero piccolissimo (...ma va'?) ma la disperazione di chi cercava di portarmi alla scuola materna ogni mattina è ancora viva in me. La zia mi aveva preparato uno zainetto fichissimo ed ero il bimbo più bello di tutto l'istituto, garantito. Però io odiavo quel luogo pieno di signorine (non è una forma di cortesia, erano zitelle) sadiche e inacidite dalla catto-cultura della negazione del piacere. Del resto ero epicureo già da piccino. C'era la signora Tullia che aveva un tic fastidiosissimo: allargava sempre le narici e bastava poco per farla sbroccare.  Poi avevo l'incubo ricorrente di una tale che già dal nome evocava atroci tormenti (Medusa, Albina, Gorgone, una cosa simile) e che in effetti aveva l'urlo facile. Con gli altri bambini non andavo proprio d'accordo, del resto io ero già signorino, loro erano popolani. Un bambino scemo mi tirava sempre i capelli ma invece di sgridare LUI se la prendevano con ME perché piangevo.

    Coerente con le mie convinzioni, ogni mattina piangevo e strepitavo per rimanere a casa - c'erano i cartoni animati  - ma nessuno mi ascoltava e per questo un giorno furono tutti ampiamente puniti.  La signora che mi portava all'asilo aveva una vecchia Fiesta e dai sedili posteriori si accedeva facilmente al baule. Così mi nascosi lì dentro per un po' finché mi scoprirono: ricordo l'indignazione delle educatrici che, percuotendosi il petto con la mano, lanciavano gridolini inviperiti un po' verso di me e un po' verso mia mamma che ormai s'era rassegnata. Alla fine, in un delirio di violenza-onnipotenza, mi sbaularono e mi costrinsero all'asilo.

    In classe c'era la pessima abitudine di appendere sull'armadio il disegno migliore della settimana per stimolare la competizione. Inutile dire che i disegni scartati venivano brutalmente strappati e gettati - i miei erano sempre nel cestino.  L'occasione per contestare apertamente il sistema mi fu offerta su un piatto d'argento da una troietta in erba che durante una lezione disse alla maestra bagascia che non stavo disegnando quello che la diseducatrice aveva commissionato ma una cosa diversa.  Indispettita da non so cosa, la maestrina mi tirò una sberla sul collo e lì scoppiò la bomba-Daniele!!

    Iniziai a STRILLARE e continuai imperterrito finché arrivarono tutte le maestrine baldracche dalle altre classi a vedere cosa mi stesse capitando. Poi scappai in corridoio - sempre strillando, e avete presente i decibel che può emettere un bambino isterico?  Alla fine mio zio venne a ritirarmi e all'asilo non misi più piede. Tié.

    Se Bambi è gay

    A 24 anni suonati ho rivisto Bambi.
     
    Realizzato nel 1942, il film rappresenta la società dell'epoca, gerarchicamente organizzata e stabilmente ancorata ai vecchi ruoli di genere: la donna  è primariamente una madre, oltretutto scema, il bambino è un adulto che non ha ancora imparato a vivere e l’uomo  ovviamente ha valore solo in quanto soldato. Netta la divisione in classi sociali: c'è il popolino un po' rozzo (i conigli, gli uccellini e gli altri animali della foresta) e l'aristocrazia elegante e sdegnosa (i cervi). A capo della baracca c'è il Grande Cervo , con delle corna lunghissime, simbolo di virilità e di potenza, che fanno godere tutte le cerve della foresta.
     
    La mamma di Bambi, la Bamba, incarna i valori dell'alta borghesia dei primi del '900, che assimila il comportamento dell'aristocrazia ma rimane legata alla condizione femminile popolare, senza riuscire realmente ad emanciparsi. La cerva odiosa si atteggia a zoccola di classe e non ricambia i saluti di nessuno - quando è morta ho goduto come poche volte nella vita – ma la maternità è totale abnegazione verso il figlio e la donna non ha altro ruolo sociale che quello della genitrice - se poi il figlio è Bambi faceva meglio a farsi ammazzare subito, la fallita. La Bamba è anche una scema della prima ora e non fa in tempo a mettere lo zoccolo sul prato che BANG! è già stecchita.
     
    Il padre di Bambi, o presunto tale, visto che non sappiamo chi abbia ingravidato la cerva, è una sorta di sovrano assoluto che passa in rassegna gli altri cervi come un capo militare. Disney proietta la realtà a lui contemporanea nel microcosmo della foresta, e i soldati impegnati nelle conquiste coloniali e nell’ormai prossima guerra lo ispirano nella caratterizzazione dei cervi, introdotti con una marcia militare e riverentemente posti di fronte al sovrano.
     
    Bambi è la regina delle frocie della foresta.  E’ appena nato e già sculetta e ancheggia. Dopo una sveltina con il coniglio Tippete, incontra la fidanzatina Occhidolci – altro esempio della bislacca considerazione in cui erano tenute le donne negli anni ’30 – ma l’abbandona per fuggire con il suo amante di sempre, il Grande Cervo. E’ una storia alla Brokeback Mountain, un colpo di fulmine improvviso tra Bambi e il padre e poi il continuo cercarsi, tanto che il Grande Cervo salva più volte il culo a Bambi sperando che glie ne faccia dono.
     
    Bizzarro il cambiamento di sesso della puzzola Fiore, all’inizio del film è una bambina ma nel giro di un inverno diventa un maschio potente e seduttore di puzzole. Il coniglio Tippete viene plagiato da una coniglia obesa dalla dubbia moralità. Inquietante la rapidità della maturazione sessuale dei cervi: in un anno Bambi nasce e figlia!
     
    Conclusione: gli etero di ieri sono i gay di oggi.

    Come imparai a nuotare

    Da piccolo non ho mai avuto il coraggio di andare in piscina perché avevo paura che mi picchiassero e alle medie ero un chiattone tale che nell'acqua mi avrebbero scambiato per una Fiat Panda affondata. Quando ero al liceo mi sarebbe piaciuto imparare a nuotare, ma l'istruttrice della piscina di Desio era una gran sadica e mi sentivo inibito. Così l'estate di qualche anno fa mi decisi finalmente ad affrontare la mia anticapacità e mi iscrissi in una graziosa piscina di Trastevere.

    La sera della prima lezione entrai negli spogliatoi armato di tutta la mia ansia da prestazioni, scoprendoo che... non c'era nessuno. Solo una bambina egiziana che puliva il pavimento con il Mocio Vileda. Dunque, non è che mi aspettassi gli Etruschi nudi, ma star lì da solo con il mio scheletrino mi metteva in forte imbarazzo, diciamo pure che ero in preda al panico. Strisciai lentamente fino al bordo vasca e raggiunsi le mie compagne di corso - alcune signore ultracinquantenni con la cellulite cronica e l'istruttrice, una fanciulla molto graziosa!

    Ovviamente non potevo esimermi dal farmi riconoscere nel modo peggiore possibile, come al solito. Avevo avuto la brillante idea, qualche giorno prima, di andare in spiaggia a fare il figo senza crema protettiva e, come dolorosa conseguenza, avevo iniziato a perdere pezzi di pelle ustionata un po' ovunque. A lezione, agli esami e... in piscina. Così, mentre le mie adorabili anzianotte in acqua perdevano protesi e cuffiette, io rincorrevo la mia epidermide che galleggiava a mo' di medusa nello schifo generale...

    Bene o male che sia andata, nel giro di poche settimane ho finalmente imparato a nuotare! Non ho mai superato la fobia dello spogliatoio e tutti quei tizi che girano nudi - ma non è da cafoni? - mi danno un po' la pelle d'oca. Per fortuna sono miope e le cose piccole non le vedo.

    Buongiorno mondo!

    Stamattina l'uomo delle pulizie del condominio mi ha svegliato cantando Montagne Verdi a pieno stomaco sotto la mia finestra. Stavo x colpirlo con lo stereo e una raffica di dischi di Marcella Bella.

    Ho fatto i biscotti al cioccolato!!

    Ingredienti per circa 12 biscotti:
     
    80 g di farina autolievitante; un pizzico di sale; una presa di bicarbonato, forse per digerire meglio; 50 g e anche meno di burro ammorbidito che vi resterà sullo stomaco fino a Natale; 30 g di zucchero; 30 g di zucchero grezzo di canna; 1/4 di cucchiaio di estratto di vaniglia; 1 uovo; 80 g di cioccolato fondente a pezzi; 40 g di noci tritate!
     
    Preparazione:
     
    Sbattete tutto in una ciotola grande e mescolate con un cucchiaio di legno. Ottimo esercizio per il bicipite destro.
     
    Quando avete i crampi al braccio, prendete una cucchiaiata di impasto e sbattetelo su una teglia imburrata - o con la carta da forno - cercando di dargli una vaga forma di biscotto e distanziando le vostre opere d'arte in modo tale che, lievitando, i biscotti non diventino una torta... Nel frattempo sprecate il gas riscaldando il forno a circa 190° e poi fate cuocere le vostre creature per circa 10 minuti, finché non sentite puzza di biscotto bruciato o finché non vedete del fumo nero uscire dal forno.
     
    Sfornate: i biscotti non escono già duri dal forno, ma dovete lasciarli riposare per mezz'oretta affinché si ottenga l'effetto Viagra che trasformerà quelle polpette mollicce in pietra pomice!
     
    Ora potete gustare questi fantastici biscotti!!

    Felice di essere un alieno

    ...Spesso sono contento di provenire da un pianeta lontano.

    Scozzesi e centurioni

    Domenica sono uscito con la mia amica Antonella e le vie del centro erano percorse da decine di scozzesi con tanto di kilt - senza mutanda!
     
    Un uomo con il kilt fa lo stesso effetto di un maschio con gli slip bianchi mezzi sfrisati e il gambaletto nero con l'elastico che blocca la circolazione.  E poi ce ne fosse uno con le gambe dritte: trovarsi un quarantenne con la gonna e le gambe a X davanti al Vittoriano ha lasciato perplessi persino i centurioni...
     
    ...già, i centurioni. Domenica ne ho visto uno con i collant e uno con il pedalino mezzo calato. Alla faccia degli antichi romani!!
     
    Ma ho comprato Aerial di Kate Bush!

    Poesia per...

    ...Nasce dalla neve il primo fiore della Primavera.
    Peccato che la neve non cada spesso nel mio giardino!!
    Un fiocco di cotone, tuttavia, ha sfiorato il mio viso.

    La città sottomarina

    Questa storia l'ho scritta ieri sera al Laboratorio di Scrittura Creativa!
    Un bambino camminava lungo la strada, ormai deserta a quell'ora. Aveva dato la buonanotte a tutti, riuniti in salotto davanti alla Corrida, e aveva finto di andare a dormire. Si era calato dalla grondaia con l'intenzione di non tornare più: aveva 9 anni, era grande ormai, e poteva farcela benissimo da solo. Sapeva che i suoi genitori erano venuti dal mare, molti anni prima, dopo essere fuggiti da una patria che ai suoi occhi era divenuta un luogo mitico, ancestrale ed irraggiungibile. Sarebbe andato al mare e avrebbe nuotato fino a raggiungere quella terra lontana.
    Il bambino giunse sulla spiaggia, si tolse le scarpe e, facendosi coraggio, entrò nell'acqua. Provò un brivido, poi si immerse totalmente e gli sembrò che non facesse più così freddo. Iniziò a nuotare e prese il largo. Dopo qualche istante, o minuto, o forse dopo ore, volle vedere cosa si nascondesse nel mare sotto di se, che il bambino immaginava essere una vasta distesa di sabbia dorata, dove camminavano i granchi e dove si posavano le conchiglie.
    Il bambino, invece, vide un castello. Era una costruzione sommersa e nonostante il buio notturno alcune luci scintillavano sulle sommità dei tetti. Il bambino, incuriosito, nuotò verso una luce che splendeva più delle altre e scoprì che proveniva da una finestra. Si affacciò e vide che all'interno vi era una ragazza che reggeva una candela.
    - Ciao! - gli disse sorridente.
    - Ciao. - rispose sorpreso il bambino.
    - Ti aspettavo! - disse la ragazza.
    - Che posto è questo? - chiese il bambino.
    - Questa è la Città Aperta, - rispose la ragazza - la città del futuro. Questo è il luogo destinato a venire. Ma ora è presto e io aspetto.
    Il bambino la guardò incredulo. La ragazza gli porse allora un oggetto: era una collana di perle. Il bambino non comprese.
    -Un giorno, quando mi incontrerai, me la restituirai. Io sarò lì, tra pane e prosciutto, ad aspettarti! Ora vai, torna a casa!
    Il bambino strinse forte la collana, fece un cenno di assenso e risalì. Si voltò un'ultima volta prima di riemergere all'aria aperta e vide la Città Aperta scintillare dietro di se'.
    Nuotò verso la riva, uscì dall'acqua e tornò verso la prorpia casa: avrebbe atteso lì che la Città Aperta divenisse una città presente.

    La mia cena

    Stasera ho cenato con l'insalata pronta.
    Niente di particolare, ma per me era un piatto speciale perchè l'ho condita io.